Nel mondo del simracing capita raramente di assistere a un’evoluzione che possa davvero cambiare le regole del gioco. Ma quando il nome dietro al progetto è Aristotelis Vasilakos, meglio conosciuto come Aris — il fisico, sviluppatore e portavoce del realismo di Assetto Corsa Competizione — allora le antenne di tutto il mondo del motorsport virtuale si drizzano all’istante.
Dopo anni di lavoro nel team Kunos Simulazioni, Aris ha deciso di aprire un nuovo capitolo della sua carriera con un progetto ambizioso: Gravitom, un simulatore che non muove la postazione… ma muove il pilota.
Gravitom, un’idea che sfida la logica
All’apparenza sembra una follia, un esperimento fantascientifico: un simulatore che non vibra, non oscilla, non si inclina, ma che riesce a trasmettere al corpo umano le forze G reali generate in curva, in frenata o in accelerazione.
Il concetto è tanto semplice quanto geniale: una serie di motori direct drive industriali è collegata a un casco VR indossato dal pilota. Questi motori, sincronizzati con la telemetria del simulatore, “tirano” letteralmente il casco riproducendo la pressione e la resistenza che il corpo subirebbe in una situazione reale di guida ad alta velocità.
“Non muoviamo il rig, muoviamo il pilota,” spiega Aris.
Ed è proprio questo l’elemento rivoluzionario. Con un sistema validato su più livelli di sicurezza, Gravitom riesce a generare fino a 5-6G di forza sostenuta, simulando la fatica fisica e il senso di inerzia che finora nessun simulatore domestico era riuscito a riprodurre.
Un progetto nato per i professionisti
Gravitom non è pensato per il mercato consumer.
“Non è un prodotto per tutti,” precisa Aris. “È una piattaforma di addestramento, pensata per piloti professionisti e team che vogliono portare la simulazione oltre lo schermo.”
Il sistema infatti è già in fase di test con team reali e costruttori automobilistici, con l’obiettivo di integrare la componente fisica della guida — spesso assente nei simulatori tradizionali — nel percorso di allenamento dei piloti.
Il prototipo presentato permette di raggiungere fino a 3,5G di forza quando viene utilizzato con caschi aperti per il pubblico, ma nelle configurazioni professionali — con caschi chiusi personalizzati e sensori integrati — la soglia sale fino a 6G di picco.
Il tutto con un livello di sicurezza maniacale: ogni motore dispone di nove livelli di controllo indipendenti per evitare qualsiasi rischio di errore meccanico o software.
Come funziona davvero Gravitom nel sim racing
Il sistema Gravitom utilizza due computer principali:
- Il primo gestisce la simulazione vera e propria (Assetto Corsa Competizione, rFactor 2, iRacing o qualsiasi altra piattaforma compatibile).
- Il secondo, dotato di processore RISC dedicato, elabora in tempo reale i dati di telemetria e li traduce in forze fisiche.
Da qui, le informazioni vengono inviate a quattro controller indipendenti, ciascuno dedicato a uno dei motori del sistema. Ogni controller esegue un ulteriore controllo di sicurezza prima di inviare il segnale finale.
In pratica, ogni forza G applicata al casco viene analizzata, validata e replicata in meno di un millisecondo, senza latenza percepibile.
Il risultato è sorprendente: il pilota sente la pressione sul collo e sul busto mentre affronta una curva ad alta velocità o una staccata violenta. Il corpo reagisce istintivamente come in un’auto reale, spingendo contro la forza e migliorando la percezione di grip, controllo e traiettoria.
Dalla simulazione al realismo fisico
Chi ha avuto modo di provare Gravitom descrive l’esperienza come qualcosa di completamente nuovo.
La prima sensazione è quella di claustrofobia controllata: si viene imbracati, collegati ai cavi e immersi nel VR. Poi, non appena la simulazione parte, il cervello inizia a collegare gli stimoli visivi alle sensazioni fisiche, fino a “credere” di essere realmente dentro un’auto da corsa.
L’effetto è talmente realistico che molti piloti affermano di sentire la forza G in tutto il corpo, anche se fisicamente il movimento è applicato solo alla testa. È il cervello a completare l’illusione, sincronizzando la memoria sensoriale e restituendo un realismo mai provato prima.
Un altro vantaggio fondamentale è la capacità di allenare la coordinazione neuromotoria.
Nei simulatori tradizionali il cervello deve “immaginare” il grip e il momento in cui la macchina riacquista aderenza, mentre su Gravitom il pilota sente realmente la perdita e il recupero di trazione. Questo permette di affinare la sensibilità e la precisione dei movimenti, rendendo il controsterzo o l’allineamento quasi automatici.
Sicurezza e precisione: il cuore del progetto Gravitom
Un punto chiave del progetto è la sicurezza.
Muovere fisicamente la testa di una persona con forza non è uno scherzo, e il team di Aris lo sa bene. Per questo motivo, Gravitom utilizza un sistema a triplo controllo:
- Software di sicurezza dedicato su ogni motore.
- Limiti fisici in metallo per impedire movimenti oltre l’ampiezza consentita.
- Monitoraggio costante dei dati per bloccare qualsiasi valore anomalo.
Il risultato è un’esperienza potente ma controllata, perfetta per allenamenti ripetuti senza rischi.
Aris lo definisce “il punto di incontro tra la scienza e la passione per la guida”.
Il futuro della simulazione
Gravitom rappresenta la prima vera evoluzione concettuale del simracing da oltre un decennio.
L’idea di non muovere la postazione ma il corpo del pilota apre scenari completamente nuovi per la formazione, la ricerca e persino per l’intrattenimento.
Nei prossimi mesi il team prevede di portare il prototipo in Slovenia, dove saranno invitati piloti professionisti e partner tecnici per ulteriori test. L’obiettivo è quello di perfezionare il sistema e definire una roadmap per una possibile versione commerciale nei prossimi anni.
Come ha detto Aris alla fine della prova:
“È difficile da spiegare. Devi viverla. Solo quando la provi capisci cosa significa davvero sentire la macchina.”
E chissà, forse tra qualche anno, grazie a Gravitom, il confine tra simulazione e realtà non sarà più distinguibile.


