Tutto molto bello — ma c’è una carriera?
È la domanda che molti appassionati si stanno facendo a pochi giorni dal lancio ufficiale di Project Motor Racing, previsto per il 25 novembre.
Sarà solo “pista e auto” o esisterà finalmente una modalità strutturata che dia un senso di progressione, come accadeva in Project Cars 2 o nei vecchi titoli Codemasters?
La risposta è sì: Project Motor Racing ha una vera e propria carriera, completa, profonda e sorprendentemente curata.
L’ho provata in anteprima, e vi porto qui la mia esperienza diretta — dal primo accesso fino alle prime scelte gestionali che influenzano l’intera stagione.
L’inizio della carriera: creare il proprio team
Tutto comincia con la creazione del proprio profilo pilota.
Si sceglie il nome del team, il nome del pilota, il continente di provenienza (Europa, America, Asia, ecc.) e, soprattutto, il modello di sponsorizzazione da adottare.
Già qui emergono elementi gestionali interessanti: Project Motor Racing permette infatti di selezionare il budget iniziale e la difficoltà generale della carriera.
Più alto il budget, più semplice la partenza, ma anche più rischioso se non si gestiscono bene le spese.
Il sistema di sponsorship model rappresenta una vera novità nel panorama del simracing: ogni modello di contratto offre vantaggi e svantaggi, premi diversi, clausole e condizioni specifiche.
In totale, dovrebbero esserci otto modelli differenti, ognuno pensato per adattarsi a uno stile di gioco unico.
Alcuni contratti ti garantiscono un compenso fisso a fine stagione, altri ti premiano con bonus extra per i podi o per le vittorie.
È un sistema che mescola simulazione sportiva e gestione economica, dando un tocco manageriale inaspettato a un titolo di guida.
La scelta della vettura e i primi passi in pista
Una volta configurato il team, arriva il momento più emozionante: comprare la prima macchina.
Il budget a disposizione determina la scelta: si può partire con un’auto più economica, per poi investire sui miglioramenti e gli upgrade nel corso della stagione.
Io ho deciso di iniziare con una Honda NSX GT3, perfetta per capire come il gioco gestisce la fisica e il feeling su pista.
Appena scesi in pista, la sensazione è quella di un titolo che punta davvero al realismo.
Le prove libere, le qualifiche e la gara vera e propria si svolgono in sequenza, senza tagli o scorciatoie: non si può skippare, bisogna vivere la competizione fino in fondo.
La prima tappa? Brizza — ovvero Monza.
Dieci minuti di pratica, dieci di qualifica e dodici giri di gara.
Un formato classico ma ben bilanciato, ideale per prendere confidenza con il gioco e con le dinamiche della carriera.
Sensazioni di guida e fisica del veicolo
La guida è coinvolgente, fisica e precisa.
I cordoli si sentono in modo netto, la macchina reagisce coerentemente ai cambi di carico e agli errori di traiettoria.
Il force feedback trasmette ogni microvariazione dell’asfalto, e il comportamento dinamico dell’auto si adatta alle diverse fasi della curva: frenata, inserimento, percorrenza e uscita.
Quando si esagera, i danni sono reali e immediati: un urto contro il muro ha danneggiato il mio volante, che è diventato improvvisamente leggero e impreciso.
Sono dovuto rientrare ai box — e sì, la riparazione esiste davvero.
Entrare al pit lane mostra anche un’attenzione ai dettagli rara in un titolo appena nato: il team interviene, il pannello segnala “In Progress” e, dopo pochi secondi, l’auto è di nuovo pronta a ripartire.
Gestione economica e realismo finanziario
Project Motor Racing introduce un aspetto gestionale davvero intrigante: le finanze contano.
Ogni incidente, ogni danno e ogni trasferta pesa sul bilancio della squadra.
Se scegli come sede il tuo team in Europa, ma ti iscrivi ai campionati americani, le spese di viaggio aumentano sensibilmente — e rischi di ridurre i tuoi margini di guadagno.
In sostanza, il gioco ti obbliga a pensare come un vero team manager.
Non basta vincere in pista: devi gestire il budget, evitare sprechi e pianificare con intelligenza le partecipazioni ai campionati.
Persino se vinci una gara, ma distruggi la macchina in qualifica, potresti finire in perdita.
Ed è proprio questo equilibrio tra rischio e ricompensa che rende la carriera realistica e stimolante.
La progressione del pilota
La modalità carriera non è soltanto una sequenza di gare: è un percorso di crescita personale.
Il pilota guadagna credibilità, reputazione e contratti migliori in base ai risultati.
Salire di categoria significa anche affrontare sfide più complesse, con avversari più forti e budget più stretti.
L’aspetto interessante è che la progressione non si limita al lato sportivo: anche le relazioni con gli sponsor e la gestione interna del team giocano un ruolo chiave nel successo a lungo termine.
Chi gestisce male i fondi o firma contratti troppo rischiosi può mandare in rovina la squadra e chiudere prematuramente la carriera.
Prime impressioni finali
Dopo aver testato questa modalità, posso dire con certezza che la carriera di Project Motor Racing è una delle più promettenti degli ultimi anni.
Non si limita a essere un contorno, ma diventa parte integrante dell’esperienza di gioco, con una struttura che unisce simulazione sportiva, economia e strategia.
Il sistema di sponsorship, la gestione dei costi di trasferta e la libertà di scelta sul percorso professionale del pilota sono elementi che raramente abbiamo visto integrati così bene in un simulatore.
L’esperienza di guida, già convincente nella prova in pista, si arricchisce qui di una dimensione completamente nuova, che dona al titolo una profondità inaspettata.
In attesa del 25 novembre
La carriera sarà disponibile dal day one, e potrebbe rappresentare una delle colonne portanti del gioco.
Personalmente, ero scettico — ma dopo averla provata, mi ha convinto pienamente.
C’è un equilibrio tra realismo, libertà e responsabilità, e un potenziale enorme per chi ama vivere il motorsport non solo dal volante, ma anche dal muretto dei box.
Se questo è solo l’inizio, Project Motor Racing potrebbe davvero alzare l’asticella per tutti i simulatori futuri.
E ora non resta che aspettare il 25 novembre.
Io la mia decisione l’ho già presa: questa carriera la voglio fare fino in fondo.
Come sempre, ci vediamo in pista. 🏁




